Anatomia Umana I.
Il corso di Anatomia Umana I nasceva inizialmente come corso annuale; oggi è semestrale per questioni organizzative e di modello didattico di dipartimento.
Tempistiche
Tasto dolente nel mio percorso, perché mi ci sono voluti tutto il primo semestre e poi i primi tre mesi dell’anno successivo per capire che soffermarmi su ogni superficie, solco etc. delle ossa non era poi una saggia idea.
Il più grande insegnamento che mi sono portato a casa dall’esame di Anatomia Umana I, è che è un esame di
Anatomia DESCRITTIVA.
A cosa mi è servito soffermarmi per così tanto tempo sulle ossa se non avevo ancora alba su tutto ciò che attorno e su di esse si trova posizionato? A ben poco per la fase iniziale a cui ero, perché a mio avviso per imparare a descrivere qualcosa a parole è indispensabile averla vista!
Solo dopo aver iniziato ad avere un idea rispetto a dove originano e dove si inseriscono i muscoli, in che comparti sono contenuti, quali vasi, nervi e linfonodi si trovano in zona, FINALMENTE imparare e soprattutto (per quanto mi riguarda) VISUALIZZARE per poi DESCRIVERE quei dettagli sull’osso che tanto mnemonici, inutili e “troppi” mi apparivano all’inizio, ha trovato il suo senso e una maggiore velocità di apprendimento.
Anatomia è il primo esame “scoglio psicologico” che ci si trova ad affrontare nel percorso di studi di Medicina, dunque è difficile stimare le tempistiche che possono essere necessarie per la preparazione senza incorrere in Hindsight bias, ovvero l’errore logico che ci porta a percepire un evento come facilmente prevedibile, ma solo “col senno di poi”.
Se proprio si è determinati e per qualche fortunato motivo avete già capito come affrontare lo studio di questa materia, potrei dire che i tempi minimi di preparazione più o meno potrebbero essere:
- circa 4-5 mesi con le lezioni e 1-2 di sessione.
- circa 7 mesi con le lezioni e 1 mese di sessione.
- circa 3,5 mesi di sessione dedicata e le dita incrociate per l’appello di settembre.
N.B.: Importante sottolineare che proabilmente non ci si sentirà mai completamente pronti per presentarsi ad un appello… è però importantissimo darsi un obiettivo un minimo ambizioso e fare di tutto per arrivare preparati, e poi provarci a prescindere dalle probabilità di successo! L’esame è un momento formativo atto a mettersi alla prova. Mai ritirarsi, meglio farsi buttare fuori e vivere a peno l’esperienza. ;).
Metodo di Studio
Per studiare anatomia è necessario avere dei propri libri di riferimento, il che si traduce nell’avere a disposizione una valanga di informazioni, che all’inizio si pongono tutte più o meno sullo stesso piano.
Per quella che è stata la mia esperienza e quella dei miei amici posso dire che per anatomia è utile pensare che, considerato che tutto tutto tutto quello che è riportato sulle nostre fonti (i libri) non si può fisicamente imparare (cosa che magari abbiamo più o meno fatto per gli altri esami prima di questo) se non avendo a disposizione moooolto tempo, il nostro classico metodo di studio va un po’ messo in discussione.
Ognuno trova poi, con più o meno fortuna (e dunque tempo), il proprio metodo efficace per arrivare alla fine del proprio percorso a descrivere seguendo un percorso spaziale lento, preciso e razionale, le strutture anatomiche che ci vengono richieste all’esame.
Come ho fatto io
Io per le Anatomie ho optato per puntare molto sull’apprendimento per immagini, cercando tra molti atlanti e software 3D di visualizzare bene le strutture anatomiche, così da permettermi di non imparare a memoria quanto scritto su uno o l’altra fonte, ma di avere ben in mente l’oggetto di cui dovevo parlare e dei percorsi logici descrittivi standard per descriverlo.
Ad esempio, per le ossa, i muscoli etc. partivo sempre definendone le caratteristiche anatomiche, la regione in cui si trovava ed i suoi rapporti, per vertere poi in una descrizione cm per cm in senso medio-laterale e prossimo-distale.
Supporti alla didattica
Per me, oltre ai già citati mille atlanti (es. Netter, Prometheus, Sobbotta, Cattaneo, etc.) è stato utile anche il supporto di software 3D, che magari possono essere anche utili per crearsi immagini personalizzate o per ripassare e visualizzare bene gli strati.
Il migliore è Complete Anatomy, la cui licenza è pagata da UniTN. Poi in caso potete usare anche quelli che vi linko qui sotto, che sono online (utile in caso di pc molto lenti).
Anatomy learning offre anche la possibilità di sezionare il modello e muovere la linea di taglio, come se si stesse visionando una TC, il che mi è tornato utile soprattutto per la Neuroanatomia (dell’esame di Anatomia II).
Segnalo inoltre che è stato avviato un servizio di tutoraggio di Anatomia e Fisiologia Umana, che potrebbe tornare utile.
Ne aprofitto inoltre per condividerVi questo:
IL FILE DEFINITIVO SULL’ANATOMIA DELLE CORONARIE e sulla loro divisione in segmenti
VB FILE – LE ARTERIE CORONARIE
Rimanere “indietro”
Prima si riesce a destreggiarsi con l’Anatomia Umana e dunque passare l’esame meglio è, ma questo non significa che sia scontato che dopo aver investito x mesi studiando si arrivi ad un livello di preparazione sufficiente a passare l’esame, o che il giorno dell’esame per mille motivi esso si svolga come ci saremmo augurati.
Capire come studiare una materia come l’anatomia potrebbe richiedere del tempo, così come potrebbero essere necessari più tentativi prima che la nostra preparazione e la nostra sorte quel giorno ci portino a superare l’esame, ciò non pregiudica però le nostre abilità e non deve essere motivo di scoraggiamento.
Come già detto, anatomia si basa sulla capacità di disegnare con le parole davanti ad un esperto le strutture anatomiche che ci vengono richieste, il che rappresenta una bella sfida considerato che chi ci sta di fronte non solo conosce tutto lo scibile presente sul libro da cui abbiamo studiato ma magari ha pure il suo nome su una copertina!
Dopo aver ascoltato molti esami posso consigliare di esercitarsi, e di non sottovalutare gli argomenti che piacciono al docente, così come tutto quello che potrebbe un giorno fare la differenza nella nostra vita professionale.
La mia esperienza
Personalmente fino al Marzo-Aprile del primo anno, post prima sessione a Medicina, non ho capito bene che tipo di impegno e che metodo avrei dovuto utilizzare per questo esame. Nel tempo ho compreso quanto per me fossero utili le immagini e ne ho raccolte molte in quelli che sono i miei super appunti di anatomia I e II (di cui sono molto geloso!).
Alla fine il primo anno mi sono concentrato durante l’estate a dare il resto degli esami al meglio, lasciando Anatomia I al Gennaio successivo così da arrivarci preparato come si deve e svolgere un bel esame.
La paura di “rimanere indietro” di fronte ad esami caratterizzanti e impegnativi psicologicamente come Anatomia non deve essere un’ostacolo, ma solo una bella passata di evidenziatore sopra al nome di questo esame nel nostro ordine di priorità. Poi dedicandoci tempo e accettando che non sempre tutto va come ci eravamo programmati, si possono avere delle belle soddisfazioni e si può pure tenere la testa bassa poi e “recuperare” mese dopo mese il tempo investito per questi esamoni.
Riporto questa bellissima frase, che se la gioca come citazione-sottotitolo per questo mio sito-archivio con “FORTIS CADERE, CEDERE NON POTEST” (versione più elegante della frase che con la mia compagna di studio di Anatomia II, D.B. dicevamo nei momenti di sconforto: “chi barcolla è chi non molla“). Essa recita:
“The opposite of anxiety isn’t calm, it’s trust.”
― Barry M. Prizant, Uniquely Human: A Different Way of Seeing Autism
In conclusione segnalo che non sono sufficientemente geloso della mia raccolta di immagini e informazioni di Anatomia, da non essere felice di sapere che qualcun altro le stia sfogliando, sto considerando dunque di permettere a chi sta preparando questo esame di “noleggiarli” in cambio del rispetto e la cura del materiale e di un pensierino di vostra creazione, qualsiasi cosa, o se siete dei pigroni una cifra simbolica, per alcuni mesi o fino a che ne ha bisogno. Per ora ho avuto l’ok per lasciare gli originali stampati negli armadi presenti nella nostra sala studio.
In alternativa, sempre alle condizioni di cui sopra, potete fare richiesta dei documenti passando per QUESTO modulo.
→ vittorio.borin+blog@gmail.com
Ringrazio i miei colleghi D.B. e R.N. che mi hanno aiutato nella stesura di questo articolo.
Trust the process and daje tutta, VB.